EUROPA / Successi e sfide della sinistra nell’ex Jugoslavia

a cura di Andras Juhas e Marko Miletic, dal sito serbo “Mašina”, 2 ottobre 2014

Alcuni gruppi della sinistra radicale della ex Jugoslavia e dell’Ungheria si sono riuniti il mese scorso per un confronto sulle rispettive esperienze di lotta. In questo reportage emerge il panorama di una sinistra particolarmente attiva e direttamente impegnata nelle lotte dei lavoratori, nelle condizioni peculiari e particolarmente difficili comuni a tutta l’Europa Centro-Orientale sulla quale gravano contemporaneamente l’introduzione di un neoliberalismo selvaggio e la pesante eredità del “socialismo reale”. Leggi il resto dell’articolo

EUROPA / Macedonia: le manifestazioni del primo maggio, le elezioni e il futuro

di Zdravko Saveski, del Movimento di Sinistra “Solidarnost” (testo pubblicato dal portale della sinistra balcanica “Bilten” il 9 maggio 2014)

In Macedonia la sinistra radicale aumenta la sua presenza in piazza e affronta la questione dell’eventuale creazione di un partito. Nonostante le politiche fortemente repressive del governo di destra della VMRO-DPMNE gli spazi che si aprono nella società per un maggiore ruolo della sinistra anticapitalista si ampliano. Leggi il resto dell’articolo

EUROPA / Ex Jugoslavia: comparazioni e ipotesi a partire dal caso bulgaro

di Ilario Salucci

Nelle note che seguono considero i paesi balcanici che si trovano nello spazio che fino al 1990 delimitava la Federazione Jugoslava, facendo riferimento anche alla situazione della Bulgaria. In una successiva nota prenderò in considerazione il caso rumeno. I paesi presi in considerazione sono otto: la Serbia, con una popolazione approssimativamente simile a quella bulgara, un insieme di cinque paesi che hanno una popolazione compresa tra un milione e mezzo e due milioni e mezzo di abitanti (in ordine crescente: Republika Srpska, Kosova, Macedonia, Slovenia e Federazione di Bosnia-Hercegovina), la Croazia, che con più di quattro milioni di abitanti si trova tra i due estremi precedenti, e il Montenegro, il più piccolo paese balcanico, con soli 600mila abitanti.

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