CINA / La bolla che non demorde

La situazione del sistema finanziario cinese continua a rimanere altamente instabile, come dimostrano il credit crunch di fine anno e i dati sull’esplosione del debito. La transizione a un nuovo modello che la nuova dirigenza di Pechino dice di volere avviare trova di fronte a sé un terreno economico minato, mentre allo stesso tempo crescono le tensioni globali e si complica, anche a livello militare, il contesto asiatico.

Leggi il resto dell’articolo

Annunci

TEMI GLOBALI / Danzando sull’orlo dell’abisso: 1) Le politiche della Fed, gli USA, il Giappone

di Andrea Ferrario

Quello della “luce in fondo al tunnel”, cioè dell’ormai imminente uscita dalla crisi, è stato un ritornello ripetuto a più riprese nel corso della recessione mondiale, e finora è stato regolarmente smentito dai fatti. Forse per questo ormai pochi lo usano, ma il messaggio che viene inviato negli ultimi mesi dai media è ancora quello di una fuoriuscita dalla crisi ormai all’orizzonte. In realtà, l’economia mondiale continua a muoversi sull’orlo dell’abisso e per il momento l’unica alternativa al disastro, sempre incombente, sembra essere quella di una stagnazione a lungo termine che scarichi per intero i suoi costi sui lavoratori.

Leggi il resto dell’articolo

EUROPA / Ex Jugoslavia: comparazioni e ipotesi a partire dal caso bulgaro

di Ilario Salucci

Nelle note che seguono considero i paesi balcanici che si trovano nello spazio che fino al 1990 delimitava la Federazione Jugoslava, facendo riferimento anche alla situazione della Bulgaria. In una successiva nota prenderò in considerazione il caso rumeno. I paesi presi in considerazione sono otto: la Serbia, con una popolazione approssimativamente simile a quella bulgara, un insieme di cinque paesi che hanno una popolazione compresa tra un milione e mezzo e due milioni e mezzo di abitanti (in ordine crescente: Republika Srpska, Kosova, Macedonia, Slovenia e Federazione di Bosnia-Hercegovina), la Croazia, che con più di quattro milioni di abitanti si trova tra i due estremi precedenti, e il Montenegro, il più piccolo paese balcanico, con soli 600mila abitanti.

Leggi il resto dell’articolo

EUROPA / La Bulgaria scende in piazza

di Andrea Ferrario

Durante l’anno in corso la Bulgaria è stata travolta da due ondate di proteste di massa, la prima delle quali ha portato alla caduta del governo e la seconda delle quali è ancora in corso. Le mobilitazioni del 2013, così come le loro contraddizioni, trovano le loro radici nel risveglio dell’attivismo politico ed ecologico degli ultimi cinque anni, dopo quasi un decennio di passività popolare, nonché nella difficile situazione economica e sociale del paese. Ma il “risveglio” della Bulgaria va situato anche nel contesto più ampio delle mobilitazioni popolari a livello mondiale, a cominciare dagli altri paesi balcanici, fino alla Primavera araba e Occupy, alla Turchia al Brasile.

Leggi il resto dell’articolo