ASIA / Corea del Sud: una mobilitazione di popolo dalle radici profonde

A partire da fine ottobre la Corea del Sud è stata teatro di enormi manifestazioni di piazza che hanno causato una profonda crisi politica nel paese, sfociata nell’impeachment della presidente Park Geun-hye. Si tratta di una mobilitazione che da un lato ha radici prettamente locali e dall’altro costituisce un proseguimento dell’ondata globale iniziata nel 2011 con le primavere arabe. Questo articolo ne ricostruisce lo sviluppo, analizzandone allo stesso tempo le radici storiche e il contesto internazionale. Leggi il resto dell’articolo

CINA / Cinema, bolla e sentimenti anti-Pechino

di Andrea Ferrario

Il documentario “The Chinese Mayor” traccia un’immagine spietata della Cina di oggi, stretta nella morsa della bolla finanziaria e dello strapotere della burocrazia, mentre il film collettivo “Ten Years” esprime con efficacia la rabbia anti-Pechino sempre più diffusa a Honk Kong e nella vicina Taiwan. Leggi il resto dell’articolo

TEMI GLOBALI /L’eterno ritorno della crisi mondiale (Parte 1)

di Andrea Ferrario

Nonostante i tentativi di esorcizzarlo con enormi iniezioni di liquidità lo spettro della crisi mondiale continua a riemergere. In questa prima parte del nostro panorama della situazione economica a inizio 2016 affrontiamo il caos mondiale, la crisi cinese, la parabola discendente degli altri paesi emergenti e la stagnazione del Giappone. Leggi il resto dell’articolo

ASIA / Shinzo Abe e il nuovo nazionalismo giapponese

di Kristin Surak, da Jacobin, 19 agosto 2014

Le politiche economiche lanciate dal premier giapponese Shinzo Abe si stanno rivelando un fallimento, come testimoniato tra l’altro dal crollo del Pil nel secondo trimestre 2014. A fianco di un’economia che si basa sempre più sul precariato trovano ampi spazi politiche nazionaliste e revansciste. Intanto nel Sud-est asiatico un’ondata di scioperi intercollegati sta generando aumenti salariali che portano gli stipendi nella regione a livelli sempre più prossimi a quelli cinesi. Leggi il resto dell’articolo

ASIA / Sud-Est Asiatico: lotte per i salari e instabilità politica

In alcuni paesi del Sud-Est Asiatico sono riprese con energia le lotte dei lavoratori per l’aumento dei salari. Le mobilitazioni avvengono in un contesto particolarmente difficile e instabile per i paesi emergenti, la cui crescita è in rallentamento e che sono fortemente esposti al rischio finanziario di una riduzione del quantitative easing della Fed americana. Inoltre, anche la Cina, alla quale questi paesi sono strettamente legati nell’ambito delle catene di fornitura asiatiche e mondiali, sta rallentando la propria crescita e registrando anch’essa aumenti dei salari dei lavoratori, nel momento in cui il paese sta attraversando una delicata fase politica. Leggi il resto dell’articolo

TEMI GLOBALI / Danzando sull’orlo dell’abisso: 3) I paesi emergenti nella tempesta – Cina: eccesso di debito – Conclusioni

I paesi emergenti nella tempesta

Con il terremoto provocato a livello mondiale dall’annuncio della Fed di una possibile riduzione del Quantitative Easing è emerso con piena chiarezza il rischio di una pesante crisi nei cosiddetti paesi emergenti, che negli ultimi anni erano stati considerati da molti come il futuro motore della crescita mondiale. La loro crescita, come osserva il già citato Satyajit Das su Economonitor, “era stata trainata dal basso livello di sviluppo economico iniziale, dalla forza lavoro inutilizzata, dalla manodopera a basso costo, da una struttura dei costi molto contenuta (grazie ai livelli minimi di regolamentazione e alla mancanza di controlli ambientali) e, in alcuni casi, dalla grande disponibilità di materie prime, da un alto livello dei risparmi a livello nazionale e da trend demografici favorevoli”.

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TEMI GLOBALI / Danzando sull’orlo dell’abisso: 1) Le politiche della Fed, gli USA, il Giappone

di Andrea Ferrario

Quello della “luce in fondo al tunnel”, cioè dell’ormai imminente uscita dalla crisi, è stato un ritornello ripetuto a più riprese nel corso della recessione mondiale, e finora è stato regolarmente smentito dai fatti. Forse per questo ormai pochi lo usano, ma il messaggio che viene inviato negli ultimi mesi dai media è ancora quello di una fuoriuscita dalla crisi ormai all’orizzonte. In realtà, l’economia mondiale continua a muoversi sull’orlo dell’abisso e per il momento l’unica alternativa al disastro, sempre incombente, sembra essere quella di una stagnazione a lungo termine che scarichi per intero i suoi costi sui lavoratori.

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