EUROPA / Kosovo: la miniera di Trepca appartiene ai suoi minatori

da Marks 21 http://marks21.info/, Serbia, 24 gennaio 2014

In Kosovo, i minatori albanesi di Trepca lottano per la nazionalizzazione della loro miniera e contro le indebite ingerenze della Serbia e della “comunità internazionale”. In questo comunicato della sinistra anticapitalista serba si esprime un sostegno incondizionato alle loro lotte e all’autodeterminazione del Kosovo – un ennesimo segno del fatto che nei Balcani le cose stanno cambiando (c.g.).

La settimana scorsa si è aperta una drammatica battaglia per la miniera di Trepca. Trepca è una miniera di piombo, zinco e argento. Ai tempi della Repubblica Federativa Socialista della Jugoslavia era uno dei principali produttori di ricchezze minerali del paese e dava lavoro a 20.000 persone. Oggi Trepca, come il Kosovo, è divisa. A partire dal 1999 Trepca è affidata alla supervisione delle Nazioni Unite, che la amministra in via fiduciaria in attesa della privatizzazione. Negli ultimi giorni è giunta la notizia che il governo del Kosovo avrebbe rilevato la miniera. Il governo della Serbia, il quale afferma che tre quarti di Trepca sono di proprietà della Repubblica Serba, ha reagito opponendosi fermamente a una tale ipotesi. Sono seguiti giorni pieni di drammi, di interventi dell’alta diplomazia e di proteste. Il governo della Serbia non riconosce la secessione del Kosovo e ha chiesto che il futuro di Trepca sia oggetto di discussioni a Bruxelles. In cosa spera il governo della Serbia? Vuole mercanteggiare con l’Unione Europea. Spera di riuscire in qualche modo a monetizzare ogni sua eventuale concessione. Otterrà dei fondi? Oppure qualche tipo di “cantonizzazione” del Kosovo? Oppure ancora riuscirà a fare sì che l’onere di una serie di debiti venga scaricato sul governo del Kosovo? In ogni caso, il governo del Kosovo, sotto le pressioni esercitate dalle grandi potenze, si è tirato indietro, nonostante lo sciopero dei minatori di Trepca che chiedono la nazionalizzazione della miniera. Perché ha intrapreso questo passo? Perché non voleva una nazionalizzazione sotto la spinta delle mobilitazioni dei lavoratori. Il governo del Kosovo si recherà a Bruxelles, anch’esso per cercare di trarre profitto dalla situazione. Cercherà di ottenere fondi dall’Ue? O forse riparazioni dalla Serbia? In ogni caso, non vede l’ora di privatizzare Trepca.

minatori trepca

Qual è la posizione dei socialisti rivoluzionari della Serbia riguardo a tutto questo? L’idea che ci guida è quella dell’internazionalismo. Per noi è inaccettabile che lo stato serbo continui a cercare di imporsi come l’autorità legittima in Kosovo. La Repubblica Serba non è il governo legittimo del Kosovo, perché la maggioranza della popolazione non vuole il ritorno dello stato serbo sul suo territorio. Inoltre, siamo solidali al 100% con le richieste dei minatori. Vogliono una nazionalizzazione da parte del governo del Kosovo. Non la hanno ottenuta, ma hanno annunciato che continueranno a protestare, anche se il primo ministro del Kosovo ha richiesto loro di porre termine allo sciopero. Auguriamo loro un pieno successo.

Diamo il nostro sostegno anche alla parola d’ordine avanzata da forze come il Movimento per l’Autodeterminazione (Levizja Vetevendosje!), secondo cui il governo del Kosovo non ha la legittimità per privatizzare Trepca. Le autorità kosovare non sono autorità sovrane, visto che il paese è un protettorato delle potenze occidentali sotto l’ombrello della NATO. E’ nostra convinzione che la nazionalizzazione per la quale i minatori di Trepca stanno combattendo in prima persona sarebbe un duro colpo sia per l’ex occupante – la Serbia – che per l’attuale occupante – la NATO. La pressione dal basso potrebbe portare a una situazione in cui il governo del Kosovo è costretto ad ascoltare il proprio popolo, e non il suo aggressivo vicino o l’avida “comunità internazionale” alla quale attualmente rende conto.

Siamo inoltre convinti che la nostra posizione dimostrerà agli albanesi del Kosovo che hanno un autentico amico: la sinistra della Serbia. Speriamo che il nostro sostegno favorisca la crescita della sinistra e dell’internazionalismo tra gli albanesi del Kosovo. Siamo convinti che ciò favorirebbe una riconciliazione tra albanesi e serbi nel Kosovo, che è necessaria affinché il popolo del Kosovo riesca a rovesciare il protettorato coloniale. Una riconciliazione smorzerebbe le voci di coloro che in Serbia affermano che i serbi in Kosovo sono oppressi, e toglierebbe alla NATO l’argomento che deve proteggere il Kosovo dalla Serbia, delegittimando così il protettorato. E’ nostra convinzione che questi sarebbero passi reali verso un’amicizia tra i popoli del Kosovo e della Serbia. Sarebbero veri passi verso la dichiarazione di entrambi i paesi come zone libere dalla NATO. Si tratterebbe di autentici passi verso una Federazione Balcanica.

Il soggetto che ha la possibilità di dare vita a tale solidarietà internazionale sono i minatori di Trepca. Sono stati i loro governanti, i nostri governanti e la “comunità internazionale” a cercare di soffocare il loro sciopero. Per questo motivo la loro vittoria sarebbe la vittoria di tutti coloro che vogliono una vera autodeterminazione del Kosovo. Esprimiamo pertanto la nostra convinzione che la lotta dei minatori di Trepca apre la strada per una piena e autentica autodeterminazione di un Kosovo libero da ogni imperialismo.

Per questo motivo inviamo ai minatori i nostri calorosi saluti solidali. Li invitiamo a esortare i serbi del Kosovo a dare voce alla loro solidarietà con questa lotta, al fine di mostrare al mondo che Trepca è il tesoro di tutti i lavoratori di ogni nazionalità del Kosovo, e che non appartiene né allo stato della Serbia, né al protettorato imperialista. Ci schieriamo a fianco della loro lotta.

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