FOCUS UCRAINA / Liberate Kolchenko!

Un appello per la liberazione del militante anarchico e antifascista Aleksandr Kolchenko, arrestato a maggio in Crimea con accuse del tutto pretestuose e deportato nelle galere di Mosca dalle autorità russe. Crisi Globale aderisce alla campagna “Liberate Kolchenko” che è stata avviata in Francia.

[A sostegno della liberazione di Kolchenko è stato realizzato anche un video molto bello, purtroppo per ora disponibile solo in lingua russa: https://www.youtube.com/watch?v=Al0wThsG8xY ]

LIBERATE KOLCHENKO!

“Il nostro più grande errore è quello di dimenticarci dell’internazionalismo”
“L’antifascismo non è un crimine, liberate Aleksandr Kolchenko, antifascista della Crimea”.
Sono alcuni degli slogan dell’importante manifestazione che si è tenuta a Mosca contro l’intervento russo in Ucraina il 21 settembre scorso.

mani kolchenko

Chi è Aleksandr Kolchenko?
Probabilmente il militante antifascista più celebre della Crimea, che ha lottato per l’anarchia, l’antifascismo, la protezione dell’ambiente e la difesa dei diritti dei lavoratori. Che ha diffuso un film sull’assassinio della giornalista indipendente crimeana Anastasia Baburova, uccisa a Mosca nel 2009 e che in passato era già stato accoltellato da una banda fascista. In occasione dell’intervento militare in Crimea, con il quale la Russia ha risposto al rovesciamento del presidente ucraino Yanukovich, Aleksandr Kolchenko ha organizzato manifestazioni pacifiche di protesta contro l’occupazione militare di fatto e il referendum truccato, a fianco dei cittadini tatari, ucraini o russi, in particolare quella tenutasi poi il 19 maggio scorso a Simferopoli.
Nei giorni precedenti a questa manifestazione un’ondata di arresti – ma il termine più esatto sarebbe “sequestri di persona” – si è abbattuta sugli organizzatori della resistenza. Nella notte tra l’11 e il 12 maggio è stato così sequestrato il noto regista ucraino Oleh Sentsov, che aveva partecipato alle manifestazioni di Maidan a Kiev, mentre il 16 maggio è stata la volta di Aleksandr Kolchenko, nel centro di Simferopoli, in entrambi i casi da parte dei servizi segreti russi FSB (già GPU-NKVD-KGB). Il 30 maggio il FSB ha fatto sapere che era in detenzione, insieme a Hennadiy Afanasov e Oleksiy Tchirniy, entrambi accusati di avere organizzato un gruppo terrorista legato all’estrema destra ucraina del Pravy Sektor e di detenzione illegale di armi da fuoco.
Sembra che le “testimonianze” di questi ultimi due, a quanto pare successivamente liberati, siano servite per “incriminare” Sentsov e Kolchenko. Un trasportatore di esplosivi avrebbe fatto una soffiata su Sentsov. Kolchenko è accusato di avere preso parte a un “gruppo terrorista”, pianificato degli attentati esplosivi nei pressi della statua di Lenin a Simferopoli l’8 e il 9 maggio, sabotato delle linee ferroviarie ed elettriche, tentato di incendiare le sedi di Unità Russa e della Comunità russa di Crimea il 14 aprile e quelle del partito Russia Unita il 18 aprile!
La natura delirante di queste accuse rientra in una tradizione molto vecchia e sinistra che risale ai processi di Mosca, quando gli oppositori rivoluzionari venivano accusati di essere fascisti che facevano deragliare i treni.
Richiamiamo su questo aspetto l’attenzione di tutti i militanti di sinistra e sindacalisti della Francia che si interrogano sul peso dei “nazisti ucraini” negli eventi in corso da un anno.

slobodu aleksandru kolchenko

L’estrema destra ucraina esiste ed è rilevante, ma non ha assolutamente svolto un ruolo dirigente né di iniziatore in quelli che vengono definiti gli eventi di Maidan, movimento insurrezionale contro l’oligarchia e per la democrazia.
L’estrema destra russa o “eurasiatica” invece, insieme ai sedicenti “comunisti” con i quali la simbiosi è di antica data e profonda, ha un ruolo egemone nei movimenti armati, sostenuti dall’esercito russo, che sono intervenuti nelle regioni orientali del Donbass e di Luhansk in Ucraina, dove la popolazione nella sua massa è rimasta passiva, diffidente o impaurita.
In Crimea l’invito alla fusione con la Russia è provenuto dalle antenne dello Stato russo, già ben presenti, e dall’estrema destra russa. L’estrema destra europea vi è stata ampiamente rappresentata da “osservatori indipendenti” in occasione del “referendum”, tra i quali l’esperto in relazioni del Fronte Nazionale francese, Aymeric Chauprade.
Sequestrare il principale antifascista noto come tale della Crimea e tentare di farlo passare per un neonazista incendiario, è questa la tattica grossolana del FSB.
L’11 giugno, una dichiarazione pubblica rilasciata dall’avvocato di Oleh Sentsov in occasione del Festival internazionale del film di Odessa ha lanciato l’allarme sulla detenzione arbitraria, e le condizioni di quest’ultima, di cui sono vittime Oleh Sentsov e Alexandr Kolchenko. Entrambi sono stati “trasferiti” nella vecchia prigione zarista di Lefortovo a Mosca. Oleh Sentsov è stato picchiato per più ore, denudato e minacciato di essere stuprato se non avesse “cooperato”. C’è da temere che Alexandr Kolchenko abbia subito gli stessi trattamenti, ma il FSB non è stato in grado di annunciare alcuna confessione da parte sua. Svariati registi, tra i quali Wim Wenders e Pedro Almodovar, hanno lanciato un appello per Oleh Sentsov. Il 24 giugno Amnesty International ha lanciato una petizione per la liberazione di Sentsov e Kolchenko:
http://www.amnesty.org/fr/library/asset/EUR50/027/2014/fr/7d50968c-8358-48ce-a5cd-0d0c41e7893c/eur500272014fr.html
Aleksandr Kolchenko è un uomo che si considera cittadino ucraino e che la politica russa vuole giudicare come se fosse russo!
Aleksandr Kolchenko è detenuto arbitrariamente e accusato di crimini assurdi!

aleksandr kolchenko

Il 15 ottobre scorso si è tenuta a Parigi una riunione-dibattito riguardo alla situazione in Ucraina, su iniziativa dei militanti francesi Vincent Présumey e Olivier Delbeke, con il sostegno del Global Labour Institute, in presenza dei militanti ucraini Nina Potarska (Lega Socialista – Opposizione di Sinistra), Yuriy Buzdugan e Olenna Skomoroshchenko (Partito Social-Democratico) e dei militanti russi Julia Guseva (Centro Praxis) e Kiril Buketov (sindacalista indipendente). Il caso di Alexandr Kolchenko è stato esposto ai partecipanti. E’ stato deciso di avviare una campagna per la sua liberazione.
Anche noi, in Francia, possiamo dire: “Il nostro più grande errore è quello di dimenticarci dell’internazionalismo”. Dobbiamo comportarci come se la cortina di ferro fosse ricomparsa? Per il fatto che temiamo l’allineamento francese con l’imperialismo degli Stati Uniti dobbiamo forse ignorare l’imperialismo russo? Dobbiamo credere alle sirene di una certa blogosfera sedicente “rossa” e a quelle dell’estrema destra che cercano di convincerci che gli ucraini sono dei nazisti?
Il movimento operaio e democratico francese ha una tradizione onorevole che deve trovare nuova vita.
Facciamo di Kolchenko un esempio, una testa d’ariete per Sentsov e tutti gli altri. Spingiamo le nostre organizzazioni sindacali a prendere posizione.
L’antifascismo non è un crimine!
La nazionalità ucraina non è un crimine!
Solidarietà internazionalista!

Verveine Angeli, sindacalista Solidaires, Stefan Bekier, già attivista dell’opposizione di sinistra in Polonia, militante di Ensemble ! (membro del Front de Gauche), Jean-François Claudon, militante socialista, Olivier Delbeke, sindacalista CGT, Fabien Gallet, sindacalista Solidaires, Dan Gallin, sindacalista UNIA (Svizzera) e Global Labour Institute (Ginevra), Dominique Gautrat, insegnante in pensione aderente allo SNES (FSU), Serge Goudard, militante trockista e sindacalista FSU, Pierre Guillaumin, sindacalista CGT, Laure Jinquot, “L’insurgé” e sindacalista FSU, Zbigniew Marcin Kowalewski, ricercatore e giornalista, Jan Malewski, redattore della rivista Inprecor, Alexis Mayet, sindacalista UNEF, Vincent Présumey, sindacalista FSU, Catherine Samary, economista, militante altermondialista.

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