FOCUS UCRAINA / Il vero volto di Maidan

a cura del Cedos, 9 luglio 2014

Il Cedos (Centro per le Ricerche sulla Società) ha pubblicato recentemente un’interessante inchiesta sociologica sul profilo delle proteste di Maidan dell’inverno scorso. Ne emerge un quadro che ridimensiona il ruolo delle forze politiche e in particolare quelle di estrema destra, pur ampiamente presenti, che vede la piazza di Kiev superata per partecipazione da quelle dei centri regionali e che indica come l’occasionale violenza da parte dei manifestanti sia stata una risposta alle repressioni, e non il contrario.

Il 9 luglio con una conferenza stampa tenutasi presso l’agenzia di informazione UNIAN i sociologi del Centro per le Ricerche sulla Società hanno presentato i risultati del loro monitoraggio delle proteste e delle repressioni nel corso del periodo di Maidan, effettuato con il supporto del Fondo internazionale Vozrozhdenie e del Fondo nazionale per il sostegno alla democrazia.
Nel corso dell’intero periodo di Maidan i sociologi del Centro hanno seguito tutti gli eventi di protesta che si sono svolti sul territorio dell’intera Ucraina, così come le repressioni messe in atto dalle autorità di Yanukovich. E’ stata creata una base dati unica nel suo genere relativa a tutte le proteste e le repressioni nell’ambito sia di “Maidan” che dell’“Antimaidan”, riuscendo così a fornire risposte precise a molte domande di grande attualità riguardo ai soggetti che hanno preso parte a Maidan, alla sua diffusione a livello nazionale e al ruolo della violenza, aspetti che sono ancora oggetto di accese discussioni e di persistenti manipolazioni da parte dei politici, e vengono riflessi dai media in maniera distorta. [L’apparato grafico dettagliato della ricerca (in lingua ucraina) può essere scaricato qui: http://www.cedos.org.ua/system/attachments/files/000/000/051/original/CSR_-_Maidan_-_9_Jul_2014.pdf?1404905306%5D

maidan

PRINCIPALI RISULTATI DELL’INDAGINE
• Nel complesso durante il periodo che va dal 21 novembre 2013 al 23 febbraio 2014 sono stati registrati, applicando criteri prudenziali, 3950 eventi di protesta (i dati sono ancora in corso di completamento e aggiornamento). Questa quantità di proteste nel corso di soli tre mesi supera l’attività di protesta registrata per tutto il 2013 fino alla data del 20 novembre 2013 (3428), nonché la quantità di proteste riscontrata in ciascuno degli anni precedenti a partire dal 2010.
Tra le 3950 proteste registrate nel periodo, 3235 erano direttamente collegate a Maidan e sono state a sostegno della stessa, mentre 365 possono essere categorizzate come Antimaidan.

Caratteristiche dei partecipanti a Maidan
• Tra i partecipanti a Maidan l’organizzazione la cui partecipazione viene più spesso menzionata dai media è il partito Svoboda. La partecipazione di questo partito è stata registrata in poco meno del 18% delle proteste relative a Maidan. Gli altri partiti hanno preso parte alle proteste di Maidan in misura minore. Tra gli altri, la partecipazione di Rodina è risultata pari al 13%, quella di Udar al 10%, quella dell’Alleanza Democratica al 3% e quella del Partito Radicale all’1% delle proteste di Maidan. A un altro 2% degli eventi di protesta, secondo quanto riportato dai media, hanno partecipato partiti di opposizione non meglio specificati. Nel 5% dei casi come soggetti politici partecipanti sono stati registrati solo uomini politici o deputati delle amministrazioni locali non identificati. Nel complesso è stata registrata una partecipazione di partiti politici, singoli uomini politici e rappresentanti delle amministrazioni locali nel 35% degli eventi di protesta di Maidan. Allo stesso tempo, la partecipazione dei partiti e dei politici è stata più alta nelle fasi iniziali di Maidan (fino al 19 gennaio) – superiore al 40% – per poi diminuire nettamente durante gli eventi di protesta dell’ultima fase di Maidan (dal 18 al 23 febbraio), scendendo a quota 20%.
• Tra i soggetti partecipanti alle iniziative che sono diversi da partiti la presenza più visibile è stata quella del movimento Automaidan (6%), del Pravy Sektor (Settore di Destra) (6%) e della Samooborona (Autodifesa) (4%). Nel complesso la partecipazione di organizzazioni della società civile è stata registrata nel 13% degli eventi di protesta di Maidan.
• E’ importante tenere presente che questi dati riguardano la misura in cui i media hanno riscontrato una partecipazione, visto che gli stessi spesso hanno descritto i partecipanti in termini generici come, per esempio, “gli attivisti di Euromaidan”. Nel 50% degli eventi di protesta di Maidan, secondo lo stesso criterio, non è stata rilevata la partecipazione di alcun partito, organizzazione, sindacato o iniziativa ideologica concreta. Questi indicatori devono essere considerati come una sorta di “soglia minima” della partecipazione alle proteste, nonché come un indice dell’attenzione che i media hanno loro dedicato. Inoltre è importante ricordare che questi dati riguardano specificamente la partecipazione agli eventi di protesta. Le iniziative nelle quali le attività di protesta non erano predominanti, per esempio quelle umanitarie come Euromaidan SOS e Guardia ospedaliera non sono state definite come eventi di protesta dagli organi di informazione, come è d’altronde logico.

Il ruolo dell’estrema destra
• Nel complesso la partecipazione di forze di estrema destra (Svoboda, Pravy Sektor e altri partiti, organizzazioni e iniziative ultranazionalisti) è stata determinata come pari al 25% delle proteste di Maidan. Si tratta di una dato che evidentemente contraddice il quadro propagandista della televisione russa, visto che la maggior parte delle proteste di Maidan, a giudicare dalle informazioni, si è svolta senza la loro partecipazione, e il ruolo del Pravy Sektor in particolare è stato esagerato in larghissima misura. Tuttavia si tratta di una rilevante quota della partecipazione a Maidan, che non può essere trascurata, taciuta o sminuita. E Svoboda è stata comunque una forza politica particolarmente attiva a Maidan.
• Inoltre, la visibilità di Svoboda e del Pravy Sektor ha superato di molto le altre organizzazioni / iniziative nell’ambito degli eventi più violenti, che hanno attirato un’attenzione sproporzionata dei media. Il Pravy Sektor è stata l’iniziativa più attiva nelle proteste violente di Maidan, avendo preso parte sulla base dei dati disponibili a non meno del 16% degli eventi violenti. In questa classifica è seguito da Svoboda, la cui partecipazione a eventi violenti è stata determinata come pari al 10% dei casi. La partecipazione della Samooborona (Autodifesa) di Maidan è stata rilevata nel 7% delle proteste violente, mentre quella degli altri partiti e iniziative è stata riscontrata nel 3% dei casi per ciascuna delle due categorie.
Rilevanza delle piazze regionali
• Nonostante il Maidan di Kiev sia stato quello di cui i media hanno riferito più di frequente, la sua quota degli eventi di protesta corrisponde solo al 13% di Maidan nel suo complesso (433 eventi di protesta).
Al primo posto per il numero di proteste Maidan è invece la regione Occidentale, dove ne sono state registrate non meno di 1218, pari al 38%. Anche la regione Centrale supera Kiev, con una quota del 29% (non meno di 918 proteste). Pertanto due terzi degli eventi di protesta di Maidan si sono svolti al di fuori di Kiev nelle regioni occidentali e centrali. A ciascuna delle due regioni dell’Est e del Sud (senza il Donbass e la Crimea) è attribuibile l’8% delle proteste, al Donbass il 3% e alla Crimea l’1% – in queste regioni il numero delle proteste è inferiore rispetto a Kiev, ma nel suo insieme il Maidan delle regioni sud-orientali supera anch’esso Kiev come quantità di proteste.
Tra le singole città è Kiev quella in cui si è svolto il maggior numero di proteste di Maidan. La città che le è più prossima in questa classifica, Lvov, ha un numero di proteste inferiore quasi della metà a quello della capitale (185 proteste registrate). Nel complesso, tra le prime 10 città per numero di proteste Maidan prevalgono, come era logico aspettarsi, le città dell’Ucraina occidentale (Rivne, Luck, Ivano-Frankivsk e altre), e tra di esse vi è solo una città della regione sud-orientale, Odessa (non meno di 94 proteste).
La massa della partecipazione nelle regioni occidentali e centrali è stata mediamente non inferiore a quella di Maidan. In queste regioni non ci sono state manifestazioni di centinaia di migliaia di persone, come a dicembre a Kiev, solo che il numero delle proteste Maidan con più di mille partecipanti ha superato di molto quello di Kiev. Tali proteste sono state determinate come pari a 131 nella regione occidentale, 75 nella regione centrale e 58 a Kiev. Nelle regioni sud-orientali, e in particolare nel Donbass e in Crimea, dove oltre il 50% delle proteste di Maidan ha raccolto meno di 100 partecipanti, la partecipazione media è stata bassa, come era prevedibile.
• Molto importante per la comprensione dell’attuale conflitto militare è il fatto che le piazze delle regioni orientali e meridionali (con l’esclusione della Crimea) si sono rivelate più partecipate da partiti e forze dell’estrema destra. Così, dopo Kiev (32%), l’indice di partecipazione di forze dell’estrema destra più alto è stato registrato nei Maidan dell’Est e del Donbass (29%), mentre quello più basso in quelli delle regioni centrali (24%) e occidentali (23%). Lo stesso vale per la partecipazione dei partiti di opposizioni nelle piazze locali. Nel Donbass (54%), nelle regioni meridionali (51%) e in quelle orientali (40%) è stata superiore rispetto a Kiev (37%), alle regioni centrali (34%) e a quelle occidentali (29%), dove le piazze hanno effettivamente visto un sostegno di massa da parte degli abitanti locali. Allo stesso tempo, i partiti politici di opposizione e le forze di estrema destra, che godevano comunque di un livello di fiducia molto basso da parte degli abitanti delle regioni meridionali e orientali, non hanno fatto altro che allontanare questi ultimi da Maidan, impedendo la nascita di un movimento veramente di livello nazionale contro Yanukovich e l’approvazione in tutto il paese degli esiti di Maidan.
Violenza e repressioni
• La quota e il numero assoluto di eventi con scontri e violenze a Maidan hanno ovviamente superato quelli del precedente periodo di proteste. A Maidan è stato registrato un 24% di proteste con scontri (rispetto al 19% delle proteste nel 2013 fino all’inizio di Maidan) nonché un 12% di proteste violente (rispetto all’8% fino all’inizio di Maidan nel 2013). Nel complesso quasi due terzi delle proteste di Maidan (64%) si sono svolti secondo il normale modello pacifico nella forma di manifestazioni, picchetti, accampamenti di tende ecc.
E’ interessante il fatto che la percentuale di scontri e violenze sia stata notevolmente più alta a Kiev (49%), nelle regioni centrali (39%) e in quelle occidentali (37%), dove Maidan ha avuto un sostegno di massa, rispetto alle regioni meridionali e orientali, dove le azioni radicali non sono arrivate nemmeno a un quarto di tutte le proteste di Maidan. La classifica delle proteste con scontri e violenze nelle varie città vede al primo posto Kiev (239 eventi), seguita a grande distanza dai centri regionali dell’Ucraina occidentale.
• La nostra analisi indica che la violenza da parte dei manifestanti è stata una risposta alla violenza delle autorità, e non l contrario. Se solo il 12% delle proteste nelle piazze del paese è stato violento, un terzo delle proteste è stato oggetto di repressioni. Alle repressioni contro le proteste hanno preso parte non solo le forze dell’ordine. Oltre alla polizia, almeno un quarto delle repressioni è attribuibile a persone ignote, nella maggior parte di casi i cosiddetti “titushki” [bande di picchiatori mercenari al soldo del regime di Yanukovich – N.d.T.] (che in una parte notevole dei casi hanno agito di concerto con la polizia). Tra i soggetti attivi vanno annoverati anche i tribunali, responsabili del 13% delle repressioni.
Nonostante il livello di violenza da parte dei manifestanti fino alla dispersione dell’Euromaidan di Kiev il 30 novembre sia stato minimo (6%), il 40% delle proteste si è scontrato con una reazione negativa delle autorità. E nell’ultima fase di Maidan (cominciata il 18 febbraio), quando la polizia ha fatto un aperto ricorso alle armi, l’indice delle repressioni è raddoppiato. In generale, le autorità hanno utilizzato con fortune alterne diverse tattiche per contrastare gli attivisti: ignorarli, pacificarli e soffocarli. All’inizio di Maidan sono prevalsi i tentativi di fare fallire le proteste così come i divieti emessi da tribunali, ma con il passare del tempo i metodi si sono fatti più radicali. Le autorità hanno cominciato a utilizzare attivamente i tribunali per repressioni dirette contro gli attivisti, sono aumentate le pressioni delle forze dell’ordine e il numero degli arresti. Alla fine le autorità hanno bloccato i manifestanti a Maidan e sono passati a un uso aperto della violenza.
• Esistono anche particolarità regionali nel ricorso a diversi tipi di misure di repressione. In tutte le regioni è stata osservata una quota stabilmente alta di confronti fisici tra la polizia e i manifestanti. A Kiev è stato emesso il numero maggiore delle delibere di tribunale, mentre nelle regioni centrali sono stati creati ostacoli agli attivisti che cercavano di raggiungere il Maidan principale. Nelle regioni orientali sono stati particolarmente attivi i “titushki”. I manifestanti delle regioni occidentali sono stati più attivi, tra le altre cose anche perché incontravano una minore resistenza da parte degli organi di potere locali.

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