TEMI GLOBALI / Il tramonto dei Brics – Trasporti marittimi: capacità in eccesso e crollo dei prezzi

E’ ormai al tramonto il mito secondo cui i paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) sarebbero in grado di essere in futuro il motore dell’economia mondiale. Questo gruppo di paesi non ha mai funzionato come un insieme coeso, ma piuttosto come gruppo di paesi il più delle volte in reciproca concorrenza. Lo testimoniano i conflitti apertisi, per esempio, tra Russia e Brasile riguardo alle importazioni/esportazioni di prodotti agricoli. Oppure il fatto che il rallentamento della crescita in Cina e India ha comportato un calo dei prezzi delle materie prime, che colpisce fortemente Russia e Sudafrica. Inoltre le economie dei Brics rimangono fortemente vincolate a quelle dei paesi G-7, dai quali dipendono in quanto gli stessi sono i maggiori mercati per le rispettive esportazioni e le principali fonti di finanziamento e investimento. Inoltre, il quadro economico complessivo che offrono i Brics non è certo brillante. La Cina ha registrato nel 2012 uno dei tassi di crescita più bassi degli ultimi dieci anni, e va sottolineato che si tratta del paese di gran lunga più rilevante del gruppo Brics, con un’economia dalla quale dipendono in gran parte gli altri paesi che ne fanno parte. L’India, che ha anch’essa fortemente rallentato la propria crescita, che ha un’inflazione del 7% e un forte deficit delle partite correnti e di bilancio, ha un’economia pari a solo un terzo di quella della Cina. Il Brasile ha visto un calo verticale dei ritmi di crescita e ha anch’esso problemi di inflazione, nonché di carenza nelle infrastrutture. La Russia deve fare i conti con la recessione nell’Ue, il principale sbocco delle sue esportazioni, mentre il Sudafrica tra agosto e dicembre è stato addirittura teatro di una rivolta di massa dei lavoratori, in un contesto di economia in forte rallentamento.

Il mercato dei trasporti marittimi è da sempre un importante indicatore, e spesso anticipatore, dei trend economici globali. I tempi lunghi dei suoi cicli generano tra l’altro problemi spesso difficili da risolvere. Per esempio, nell’anno appena terminato e nel 2013 diventeranno operative molte enormi navi per il trasporto di container, la cui produzione è stata commissionata prima della crisi del 2008. Esemplare a tale proposito è il caso della Marco Polo, un’enorme nave di proprietà della società francese CMA CGM, in grado di trasportare 16.000 container, il record storico assoluto del settore. Per un raffronto, negli anni ’50 la prima nave studiata appositamente per trasportare container standardizzati aveva una capacità di soli 58 container. La Marco Polo era stata ordinata nel 2007 in previsione di un forte aumento del traffico commerciale marittimo. In un contesto di volumi di trasporto in ascesa le grandi navi hanno il vantaggio, tra gli altri, di abbattere del 10% i costi di movimentazione nei porti di attracco e altre spese operative. Ma oggi il contesto è quello di un netto calo delle merci trasportate. La Marco Polo, ad esempio, è in grado di raggiungere una velocità di crociera di 24 nodi, ma oggi sulla rotta Europa-Asia (la più trafficata del mondo in termini di volumi di merci) viaggia a una velocità di soli 14 nodi. Questa soluzione permette alle società di trasporto di risparmiare sui costi di carburante e allo stesso tempo di compensare l’eccesso di capacità di container con un numero minore di rotazioni su una data tratta (così mentre le navi viaggiano a bassa velocità nei porti si accumulano più merci da trasportare). Si tratta di soluzioni che mettono una pezza al problema delle tariffe di trasporto in calo verticale, come evidenziato dal fatto che la tariffa per il trasporto di un container standard da 20 piedi è crollata dai 2.000 dollari della primavera scorsa ai 1.237 dollari di fine dicembre 2012. In un contesto di tale genere, la CMA CGM, uno dei maggiori operatori globali del settore, ha registrato nel 2011 un passivo netto di 30 milioni, unitamente a un debito di 5 miliardi di euro. Ma presto verranno varate nuove enormi navi ordinate prima della crisi. Il record della Marco Polo verrà superato nei prossimi mesi dalle 20 nuove navi in grado di trasportare ciascuna 18.000 container ordinate a suo tempo dalla Maersk, un gigante del settore dei trasporti marittimi. Secondo le stime degli esperti, nel 2015 saranno 16 le società che opereranno navi con capacità di 12.000 o più container, rispetto alle sole 9 di oggi. Il problema della capacità in eccesso che affligge del due principali rotte del commercio marittimo mondiale (Asia-Europa e Asia-USA) si estenderà nel prossimo futuro anche alle rotte minori, dato che molte navi della classe 9.000 container, considerati ormai non efficienti per le tratte più trafficate, verranno spostate sulle rotte secondarie tra l’Asia e il Sud America.

(fonti: Wall Street Journal, 31dicembre 2012-1 gennaio 2013 e 2 gennaio 2013)

Annunci

I commenti sono chiusi.